Caro Lettore,
è finalmente
giunto il momento di rompere gli indugi, fin'ora protratti a beneficio di quell’etica
contorta, che m'impone di levigare lo sperone dialettico con il quale, mio
malgrado ho, qualche volta, insidiato il mio stinco corroborato, fino a
claudicar ramingo e dissertare un tema spinoso al quanto…
Sarei molto lieto
d’apprender, sia stato il mio lavoro letto fino al termine, confido nella tua
pasiensa…
Seppur rabberciato
e dolente, ancor non m'arrendo, ancor intendo, ivi palesare, il mio sgomento
per l’odierno Adamo.
A tal uopo
m'avvalgo di una metafora geometrica che, sicuramente, gioverà al lettore ed
allo scopo perseguito dallo scrittore: il poliedro [Rammentate cosa sia un
poliedro?].
Avvalendoci dello
strumento principe dell’Analisi Matematica, quale il limite, possiamo osservare
che, se considerassimo un poligono di n lati di una data lunghessa e se
facessimo tender essa a sero, il poligono in oggetto degenererebbe in una circonferensa.
Consideriamo ora
un poliedro di n facce di data area ed andiamo in R³ e facciamo in modo che un
limite tenda all’infinito ed uno a sero, precisamente quello della superficie i-esima
del n-esimo poligono, mentre tende a sero quello del numero delle superfici componenti
il poliedro stesso.
Rigidamente
trasliamo il metaforico impianto, ivi illustrato, nel piano reale e quotidiano
e, parimenti, assimiliamo l’uomo al poliedro e le sue attitudini,
inclinassioni, propensioni tutte e velleità, financo, alle superfici di cui si
costituisce.
Sì facendo ci
ritroveremo dinansi ad un uomo eclettico o, quanto meno, allocato in una
eterogenea pluralità di campi, la cui estensione superficiale, non fatico a
supporre, sarebbe equipollente all’ardore verso talune predilessioni o, meglio,
alla pendense verso le stesse.
Se ora facessimo
tendere, rispettivamente a sero e ad infinito, i limiti delle estensione
superficiale e del numero di poligoni, allora il poliedro degenererebbe in una
sfera, dalla superficie continua o, tale approssimabile. Tralasciando la
continuità della superficie, che sol apparente essa è e affermando che, sebbene
tal sembri, comunque essa consta di contenute aree, allora vedremmo un poliedro
trasformato in sfera ed un Adamo in un automa; ancor meglio l’annichilimento superficiale
della figura n-esima, pur donando omogeneità al solido, depaupera esso del suo
anelito ancestrale, svilendolo a tanghero filisteo.
Il processo ivi
illustrato, nella sua semplicità quasi rasentante il grottesco, ben descrive il
ruolo svolto dalla società odierna, che perora ed eleva la beltà a virtù somma,
a discapito e vilipendio delle virtù antiche che han essa portato alla dignità
attuale.
Mi induce un
sorriso nostalgico, questa riflessione: evoca la Legge di Faraday-Newman-Lens
o, se si preferisce, l’epopea del Prometeo Moderno, ma non indugio nei fumosi
ricordi e riprendo il discorso.
Pur ritenendo
legittima e funzionale alla personale ascesa la brama di beltà, fatico a tacere
l’opinabilità della stessa: sebbene sia l'avvenensa delissia per l’occhio, non
dispone essa di passaporto per l'intelletto che, pur nobile ed spregiudicato,
raramente pecca d'indulgensa. Il sever guardiano del supremo organo, scruta con
dovissia i forestieri e, quando questi non mostran subito chiara virtù, relega
costoro in tristi anditi, come è giusto che sia.
In ottemperansa
all' antico proposito e memore del dolor subito dallo stinco ardito, acclaro il
punto ancor oscuro.
Non intendo
riesumare il Ferin Fanciullo di Victor dell'Aveyron o il Buon Selvaggio di
Ruosseau, bensì convocarli qui per dimostrare che l’uomo che rifugge la
società, sens'essa sarebbe esso non dissimile da una bestia; l Adamo di ogni
epoca s'assurge alla somma dignità sol quando è sorretto da altri Adami ed
altre Eve e, qualora questi non ci fossero, egli si annichilirebbe fino a
divenir uno dei primi anelli di Darwin. L’Adamo in auge è tale, ribadisco, sol
quando è paletto del fitto traliccio, che è la società che io qui, biecamente,
sferso.
Lungi da me
profanata il caldo giaciglio ove sin cresciuto, ma mosso da filiare amore,
reguardisco la balia di noi tutti, faticosamente tanto di raddrissar il
tortuoso alveo, affinché più fresca e vigorosa acqua disseti i miei fratelli.
Nulla sarei io, se
non mi fossi abbeverato da quel torrente corrotto che oggi, ingenuamente, cerco
di rettificare; poco più di un babuino sarei io, se non fossi stato deposto nei
laidi cenci che scaldavan la mia le mie membra piccine. Seppur sopraffatto dal
fetore ed avvolto in stracci miseri, per grassia DIO, ho avuto amorevoli
genitori, che mi hanno inissisto alla virtù nobile.
Oggi, dal mio
sgangherato trono, sul quale siedo scomodo, osservo che la culla sporca, che un
tempo m'accolse, oggi è fatiscente, mefitica, sfondata…
Sofferente alla
vista di tal vilipendio, esorto voi, adone e meravigliosa, ad abbandonare il
vostro nido, per restaurar quella culla, che un tempo non lontano v'accolse,
per illuminare quella malconcia madre che oggi, orba e perversa, vi nutre col
veleno.
Propugnare la
bellessa esteriore ed assurgerla a discriminante unico dell’uman valore, non è
sciocco od orbo, giammai, ma degno del peggiore degli uomini, di colui che
abiura la sua natura e preferisce la bestialità canonica alla casta all’umanità…
In virtù di tal
filosofia, l’attuale società appare come un campo di sfere, piuttosto che un
giardino decorato da poliedri: tutti gli uomini puntan alla bellessa, al
fascino, non alla cultura. Non c’è più l’ambissione di studiare ed elevarsi
socialmente, vincere la borghesia ed affermare il proletariato, bensì s’aspira
ad esser belli e, seppur belli, anche schiavi, operai, subalterni, poiché la
bellessa, virtù somma, un girono, guadagnerà un trono…
In forsa di ciò si
è osservato il moltiplicarsi e la nascita di professioni nuove, quali
l’estetista, il persona trainer, il titolare di palestra, il chirurgo plastico…
Ebbene, il nuovo
Adamo non brama un mentore, non agogna l’università, non ama la lettura ed il
teatro, ma veementemente spasima per un corpo corroborato, un viso liscio, un
paio di tette grandi, gambe tornite, poiché son essi la scala che conduce al
successo ed alla felicità e tant’è vero quanto affermo che tu, aitante adone e
bellissima gnocca, non hai capito un cacchio di quanto hai letto, però hai
muscoli e tette e tanto bastan…
Mi duole, ma del
tuo bel corpicino mi stanco presto e l’uomo muscoloso posso rimpiassarlo con un
paranco...
A benefico del lettore poco brillante, le facce del poliedro son gli interessi dell'uomo e, quando l'unica sua preoccupassione è la bellessa, allora i poligoni si riducon a punti ed il poliedro diventa una sfera...